Manifesto Fafce per le Europee, i nomi dei candidati sottoscrittori

Manifesto Fafce per le Europee, i nomi dei candidati sottoscrittori
23 Mag 2019

Sono 24, provenienti da tutti gli schieramenti politici, i candidati alle Elezioni europee nella Circoscrizione Sud che hanno sottoscritto il Manifesto della Federazione delle associazioni familiari cattoliche europee (Fafce) “Una famiglia più forte per una società fiorente” (“A stronger family for a flourighing society”).

Ecco i loro nomi: Giuseppe Morelli, Mario Mauro, Carmine Spiaggia, Elvio Corvino, Paola Cavalletto, Cosimo Damiano Cartellino (Popolari per l’Italia); Aldo Patricello, Sergio Silvestris, Antonio Ilardi (Forza Italia); Carmela Rescigno, Marcello Gemmato, Margherita D’Urbano, Rosario Aversa, Denis Nesci (Fratelli d’Italia); Vincenzo Sofo, Giancarlo Cerrelli (Lega); Anna Marro, Eduardo Piccirilli (Partito Democratico); Vittoria Leone, Eraldo Rizzuti, Federica Lupi (Popolo della Famiglia); Piero Bevilacqua (La Sinistra); Giuseppe Barbaro (Europa Verde); Enrico Farina (Movimento 5 Stelle). A questo link è possibile consultare l’elenco completo, comprendente anche le altre circoscrizioni.

Il decalogo, presentato lo scorso 6 maggio a Bari alla presenza del vicepresidente Fafce e responsabile giuridico del Forum delle associazioni familiari Vincenzo Bassi, chiede loro di impegnarsi, in caso di elezione, a prendere decisioni politiche che tengano in considerazione in primis la necessità di una nuova primavera demografica, con provvedimenti ad hoc in favore della natalità. Ma anche di riconoscere il ruolo dell’associazionismo familiare, che spesso dà speranza e combatte la solitudine; di promuovere la giustizia fiscale e politiche pubbliche che sanciscano l’importanza economica della famiglia; di riconoscere il valore dell’attività casalinga e del volontariato come contributi di coesione sociale; di favorire la conciliazione tra vita e lavoro; di rispettare la vita umana dal concepimento alla morte naturale e di considerare i genitori come primi e principali educatori dei propri figli.

Si tratta di un documento che affronta questioni fondamentali in chiave propositiva nel nome della famiglia intesa come risorsa sociale e politica primaria, da cui dipende la qualità del capitale sociale.

«Siamo abituati a urlare la parola famiglia, noi invece qui la proponiamo, perché la famiglia sta al centro di tutto. Vinciamo la battaglia se diventa il comune denominatore – ha spiegato l’avvocato Bassi -. Non dobbiamo incentivare i matrimoni, ma dobbiamo premiarli. Perché il matrimonio può essere uno strumento per far ripartire le nascite. Fare figli è importante tanto quanto votare – ha aggiunto a mo’ di provocazione -. Chi non vota non esercita appieno il suo dovere di cittadino, a meno che non sia impossibilitato a farlo. Anche non fare figli vuol dire non aver fatto il proprio dovere fino in fondo. C’è bisogno di famiglia, perché se precarizziamo la famiglia non avremo futuro».

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