Tavolo sulla denatalità, tante proposte per «riprendersi il futuro»

Tavolo sulla denatalità, tante proposte per «riprendersi il futuro»
04 Mag 2018

«Le italiane vorrebbero due figli (di media 1,85), ma ne mettono al mondo 0,8 ciascuna, perché le condizioni generali non consentono più di tanto». Parola del professor Gian Carlo Blangiardo, ordinario di Demografia all’Università Bicocca di Milano, intervenuto ieri al Tavolo sulla Denatalità organizzato dal Forum delle Famiglie di Puglia. «Nel 2015 la mortalità nel nostro Paese è aumentata di 50mila unità – ha proseguito il professore -, un picco ripresentatosi poi nel 2017, emblema di una nazione in cui le persone anziane più fragili non sono in grado di curarsi». In questa situazione drammatica, «gli immigrati sono una boccata d’aria, ma non risolvono il problema, perché gli stranieri incontrano le stesse difficoltà – se non maggiori – degli italiani a mettere su famiglia».

Qual è la soluzione? Riappropriarsi del proprio futuro e dell’ottimismo nei confronti di quel futuro che nel nostro Paese, seguìto in Europa solo dalla Grecia, è ai minimi storici. In questo un indirizzo concreto devono darlo la politica e le istituzioni regionali e nazionali, che a volte latitano. Disponibilità a collaborare è stata data dall’assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri, che ha promesso «un impegno ancora maggiore nel ricordo dell’amico Totò Negro, affinché la sua opera possa proseguire». Hanno dimostrato interesse al tema anche i consiglieri regionali Domenico Damascelli, Ignazio Zullo e Nicola Marmo, presenti all’evento, e Paolo Pellegrino, Saverio Congedo e Sabino Zinni che, impossibilitati a intervenire, hanno inviato il loro saluto.

«Condividiamo l’idea del Forum di una Legge regionale sul benessere della famiglia, intendendola come destinataria degli interventi nel suo complesso e non nei suoi singoli elementi», ha ribadito il segretario regionale Cisl Enzo Lezzi, proponendo anche l’introduzione graduale del cosiddetto Fattore Famiglia, «perché la Puglia ha bisogno di giovani e di giovani famiglie, che non devono essere considerate un problema, ma una risorsa».

Non sono mancate anche le proposte provenienti dalle associazioni aderenti al Forum, impegnate da sempre in prima linea.

«Bisogna riprendere il cammino sulla via dell’accoglienza», ha detto Angela De Girolamo di “Famiglia per tutti”, richiamando l’impegno assunto dalla Regione Puglia con la sottoscrizione del Patto “Donare Futuro” e auspicando al contempo la nascita di un Osservatorio regionale su adozione e affido, «per non continuare a lavorare sempre in emergenza». Le ha fatto eco Antonio Gorgoglione, referente Ai.Bi. Puglia. «In Italia – ha detto – ci sono circa 5.400.000 coppie senza figli, eppure le adozioni sono in costante calo (-46% negli ultimi 10 anni). Costano troppo? Sì, ma non è solo questo. Ci vuole una vera e propria riforma culturale». Facendo un mero calcolo economico, «un bambino in una casa famiglia ci costa 30mila euro l’anno; con l’affido la spesa si abbatte fino al 90%, con l’adozione diventa pari a zero per l’intera comunità». Questo se non si vuole considerare che «un figlio adottato rinasce, perché di abbandono si muore, spesso nel silenzio e nella solitudine».

Infine, Denise D’Amato di FederVita e Michela Di Gennaro di CFC (Confederazione italiana consultori familiari di ispirazione Cristiana) hanno relazionato rispettivamente sull’applicazione della Legge 194/74 a 40 anni dalla sua emanazione, ricordando che essa è nata «a tutela della maternità»; e sul ruolo fondamentale dei consultori «nell’offrire alle donne tutti gli aiuti necessari durante e dopo la gravidanza, per consentire loro una vera libertà di scelta».

Tra le idee condivise, la creazione di un Albo regionale delle associazioni che lavorano in quest’ambito, l’erogazione di un sussidio per le famiglie in difficoltà fin dai primi mesi di gestazione e la gratuità delle prestazioni sanitarie in gravidanza (così come è gratuita la sua interruzione), in modo da riconoscerne anche il valore sociale.

Un esempio virtuoso a livello locale l’ha dato il giovane sindaco di Rignano Garganico, il 28enne Luigi Di Fiore, che ha deciso di rimboccarsi le maniche in prima persona per ridare speranza ai 2000 abitanti del suo piccolo paese, dove «nel 2016 sono nati solo 6 bambini, sette nel 2017. Quest’anno ne attendiamo tra i 14 e i 18, per noi un dato straordinario».

Il prossimo appuntamento con i tavoli monotematici itineranti propedeutici alla Conferenza regionale della Famiglia sarà a Taranto, dove si parlerà di lavoro.

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