“Sempre genitori, sempre figli”, un percorso per accettare, rispettare, amare

“Sempre genitori, sempre figli”, un percorso per accettare, rispettare, amare
22 Ott 2018

Una platea attenta e interessata ha partecipato questo pomeriggio nella biblioteca “Ricchetti” di Bari alla presentazione del libro “Sempre genitori, sempre figli”, basato sui racconti autobiografici di 15 madri e padri credenti di figli omosessuali.

Sono tutte storie accomunate dal dolore iniziale di una rivelazione che costringe a fare i conti con se stessi, le proprie convinzioni e il proprio passato; ma che dopo un lungo percorso – non facile – di accompagnamento e di accettazione raggiungono l’obiettivo di un migliore rapporto tra genitori e figli, nel rispetto della dimensione più intima di questi ultimi.

All’incontro erano presenti l’autrice, la pedagogista Luisa Fressoia, e suo marito Michael Galster, presidente nazionale di Agapo (Associazione genitori e amici di persone omosessuali).

Lo scopo, come ha spiegato la professoressa Fressoia, «è sviluppare un dialogo costruttivo tra persone che la pensano diversamente». Per instaurarlo è importante – aggiunge Galster – «non vivere in funzione dell’omosessualità, non fare dell’orientamento sessuale la propria ragione d’essere, evitando inoltre lo scontro frontale». I genitori devono essere consapevoli di poter intervenire ben poco sui propri figli, ma possono «spezzarne la solitudine, che spesso è il primo sentimento che si prova in certe situazioni».

L’appuntamento, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari di Puglia in collaborazione con Uciim Puglia, si colloca nell’ambito di una serie di attività di sensibilizzazione sul ddl antiomofobia, attualmente in discussione in Consiglio regionale, che presenta numerose criticità.

Innanzitutto partendo proprio dal presupposto dell’omofobia. «Dire che esiste un problema è il modo peggiore per affrontarlo», ha ribadito in proposito la professoressa Loredana Perla, docente di Didattica e Pedagogia speciale all’Università di Bari. Il lavoro, al contrario, deve essere prettamente educativo, «in un’ottica pedagogica alla ricerca del sé e attraverso la costruzione di un contesto inclusivo. E ciò riguarda ogni diversità, perché la diversità, qualunque essa sia, è sempre un valore», mai un limite.

Dello stesso parere la presidente di Uciim Puglia, la professoressa Lucrezia Stellacci, che si chiede, inoltre, perché in tempi di crisi la Regione Puglia voglia intervenire, anche economicamente, per formare docenti, alunni e genitori su un tema, quello della lotta alla discriminazione, su cui ha già legiferato ampiamente lo Stato attraverso “La Buona scuola” e le recentissime Linee guida del Miur.

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