IL FILO E LA RETE – numero 7

IL FILO E LA RETE – numero 7
23 Apr 2015

MASCHIO E FEMMINA DIO LI CREO’

ll testo della catechesi del Papa (Udienza del 15 aprile 2015)
Fede e cultura davanti al matrimonio, all’essere uomo ed all’essere donna
Lettura di Carlo Caffarra

APPROFONDIMENTI

  • Dal New York Times  (ma anche da casa nostra) sulla educazione sessuale
  • Educazione sessuale per favorire le gravidanze (Documentazione.info
  • La rivolta delle femministe contro l’utero in affitto
  • La provocazione di Francesco agli intellettuali: con Francesco, contro l’uomo unico. Intervista a Fusaro (Intelligonews.it)
  • Potremo davvero fare a meno dei maschi? Intervista di Candida Morvillo a Claudio Risè
 (IoDonna)
  • Tutto tranne una mamma (Costanza Miriano)

DAL TERRITORIO

  • ROMA. Gender a scuola nel VII Municipio
  • BARLETTA-ANDRIA-TRANI. Progetto “Pensiamoci diversi”. Le “lezioni” sono iniziate i primi giorni di aprile e si protrarranno sino a fine maggio. Sembra che, per ora, siano stati coinvolti solo i docenti. Genitori, attenzione!
  • PUGLIA. La presidente dell’Age Puglia, Lucia Glionna, ha inviato una lettera al direttore dell’USR di Puglia ed al presidente del Forags regionale, con cui chiede, relativamente alla diffusione dei corsi gender nelle scuole pugliesi, il rispetto e la tutela del diritto dei genitori di essere i primi responsabili dell’educazione dei loro figli.
leggi tutto   (richiede l’accesso a Facebook)
  • LOMBARDIA. 

Ricordiamo a genitori e docenti di iscriversi all’incontro del 23 aprile proposto dal MIUR sul tema della scelta dei libri ti testo “in ottica di genere”. La partecipazione a questo incontro è importante per comprendere quali siano le linee culturali che soggiaciono ai criteri di scelta dei libri di testo.

MATERIALI

  • Giorgio Gaber, Secondo me
  • Lucio Dalla, Tu non mi basti mai
vai  
  • Marco Scarmagnani. Uomo e donna
vai  
  • Marco Scarmagnani. Una storia unica, progetto per genitori

LIBRI CONSIGLIATI

  • Josè Noriega, Enigmi del piacere. Cibo, desiderio e sessualità (EDB)
  • Etienne Roze, Verità e splendore della differenza sessuale (Cantagalli)
  • Claudio Risè,  Il maschio selvatico 2 (ed. SanPaolo)
  • Gabriele Kuby, Gender revolution. Il relativismo in azione (Cantagalli)

EVENTI

Maschio e femmina li creò. Le radici spondali della persona umana
XVII settimana nazionale di studi sulla spiritualità coniugale e familiare
Nocera Umbra, 30 aprile – 3 maggio

LETTERE A “Il Filo e la rete”

Caro Il Filo e la rete,
sono una cittadina cattolica della provincia di Bergamo e con la presente vorrei esprimerle tutta la mia indignazione.
Passeggiando per la biblioteca del mio comune ho visto un libro per bimbi esposto in bella vista con il titolo  “Ho due papà” scritto da due uomini e con immagini molto colorate, una delle quali ritraeva la pancia gravida di una donna che dopo aver visto quanto amore c’era nella loro casa (la casa dei due uomini che volevano un bambino) si è offerta di avere il bambino per loro (offerta! Che menzogna… perché non parlano di soldi in cambio di merce?)
Alla fine del racconto c’è la bambina sorridente e felice di avere due papà che le vogliono tanto bene. E nel racconto inoltre si dice con naturalezza che alcuni bambini hanno una mamma e un papà (non osano ancora cancellare questa verità) e altri due mamme, altri ancora due mamme e un papà e altri due papà.
E’ pazzesco!
Purtroppo la teoria del gender, con intelligenza perché non attacca la famiglia tradizionale (per questo bastano le cronache dei giornali), sta invadendo anche le biblioteche. Chi li fermerà? Perché nessuno spiega che senza Dio nessuna famiglia può sopravvivere alla distruzione di se stessa? E’ difficile per chi ha fede figuriamoci per chi è lontano.
Certo un genitore può rifiutarsi di prendere il libro ma rimane il fatto che il racconto è presente sugli scaffali dei libri per bambini e sfogliandolo potrebbero sorgere delle confusioni terribili nella mente di chi legge. Si può fare qualcosa?
Grazie per la cortese attenzione

Rosanna R.

la nostra risposta

Gentile signora, giustamente lei chiede: cosa si può fare?
Il primo modo con cui si può rispondere alla sua domanda è il più efficace, ma anche il più difficile. La Costituzione italiana, all’art. 30, dice che primi educatori dei figli sono i genitori e altrettanto viene affermato dalle diverse dichiarazioni sui diritti dell’infanzia dell’OMS, e dei diversi organismi preposti. Dunque i genitori hanno il diritto/dovere di monitorare i contenuti di quanto viene offerto ai loro figli, come ad esempio  i tanti corsi che da oltre un anno vengono proposti a scuola, ai bambini o ai ragazzi, spesso in orario curriculare, tramite i quali i contenuti dell’ideologia gender vengono loro proposti, anche se “mascherati” da iniziative contro il bullismo omofobico, o contro la violenza di genere.
Il Forum ha prodotto un documento di sintesi e di giudizio su questa situazione, che certamente viene da lontano; lo allego alla presente, unitamente ad un modulo , creato da un comitato di genitori e docenti che nel Lazio si sono trovati di fronte all’invasione delle scuole da parte di questi corsi. Con questo modulo un genitore richiede al dirigente scolastico di essere informato sui contenuti delle proposte offerte ai ragazzi in orario scolastico, riservandosi di non dare il proprio consenso ed eventualmente di non far frequentare il corso dal proprio figlio. SI tratta, chiaramente, di uno strumento di “difesa”. Ma si può fare di più: si può essere propositivi, proponendo a scuola, all’oratorio, in parrocchia, o dove si vuole, percorsi di buona educazione dell’affettività e della sessualità, condotti da diverse associazioni che operano da decenni in questo settore.
Per facilitare il collegamento fra queste buone prassi, genitori, educatori e scuole, il Forum ha varato”Il filo e la rete” col quale cerchiamo di dare informazioni, di creare occasioni di approfondimento, e di rispondere alle tante lettere che ci arrivano. In particolare, una newsletter cerca di costruire una rete fra persone come lei e le tante occasioni di buone prassi presenti in Italia.
Quanto detto fin qui, è evidente, indica alle famiglie la strada della cittadinanza attiva per far sentire la propria voce e per aiutare i nostri figli a formarsi una idea corretta, chiara, fondata scientificamente sull’argomento. Così come chiediamo alle famiglie di essere presenti, tramite le loro associazioni, quando si parla di politiche familiari, di fisco family friendly, di educazione, di welfare, ecc.

Lo staff de “Il filo e la rete”
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