Ddl Cirinnà? Piuttosto “investire in politiche familiari, nella creazione di posti di lavoro e di un welfare sostenibile!”

Ddl Cirinnà? Piuttosto “investire in politiche familiari, nella creazione di posti di lavoro e di un welfare sostenibile!”
26 Gen 2016

“La legge che il Senato si appresta a votare in materia di unioni civili fra persone dello stesso sesso e di adozione del figlio del convivente omosessuale va ad incidere nel profondo della cultura e dei valori di un popolo, su cui si costruiscono percorsi di generatività e genitorialità, e sul diritto dei bambini ad avere una famiglia con una mamma e un papà”. Così il Forum delle Famiglie di Puglia sul ddl Cirinnà, in aula al Senato dal 28 gennaio prossimo.

E aggiunge: “Ognuno di noi nutre il massimo rispetto per la persona omosessuale, per i suoi sentimenti, i suoi legami, le sue aspirazioni. E’ giusto che una legge normi i diritti civili delle persone omosessuali, anche se in realtà l’ordinamento italiano prevede già da tempo il diritto della persona omosessuale ad assistere il/la compagno/a in ospedale, in carcere, il diritto di subentrare alla locazione dell’appartamento in uso, per il /la convivente superstite, il diritto ad essere parte dell’asse ereditario….”.

“Questi diritti sono già presenti. Tutti”, spiegano dal Forum di Puglia: “Vi è mai capitato di andare in ospedale a trovare un amico e di sentirvi chiedere in che grado di parentela foste con l’ammalato? Qualcuno vi ha chiesto mai il certificato di matrimonio prima di darvi notizie del vostro caro ammalato?”.

La proposta che in questi giorni è calendarizzata al Senato, invece, opera “una sostanziale assimilazione delle unioni civili alla famiglia fondata sul matrimonio, con ciò modificando la definizione di famiglia data dalla Costituzione, all’art. 29”. “E questo – aggiungono – non ci sembra né giusto né prioritario”.

Perché attualmente, a “diversificare l’unione omosessuale dal matrimonio sono solo due diritti: il diritto alla pensione di reversibilità e quello all’adozione”: quelli che il ddl Cirinnà vuole assicurare alle unioni civili omosessuali, equiparandole così pienamente al matrimonio costituzionale fra un uomo ed una donna.

“Il primo diritto – spiegano – era nato in tempi in cui le donne rimanevano prevalentemente a lavorare a casa per tirar su i figli e lo Stato, riconoscendo il valore sociale del loro lavoro, prevedeva così la possibilità per le vedove di continuare a campare anche in caso di morte del coniuge. E’evidente che, in caso di coppie omosessuali, tale diritto vedrebbe in gran parte persa la sua ragion d’essere, oltre a falcidiare ulteriormente le casse dello Stato”.
“Il secondo diritto – aggiungono dal Forum di Puglia – , reso possibile solo di recente dalle nuove tecnologie per la riproduzione eterologa, deve fare conti non con il naturale desiderio di paternità e di maternità che generalmente le persone adulte hanno, ma con il diritto dei bambini – i più deboli, in effetti – ad avere una famiglia. E numerosissimi psicologi e psichiatri di chiara fama, italiani e stranieri, attestano che, per crescere meglio, il bambino ha bisogno di una mamma e di un papà, cioè di un polo maschile e di un polo femminile con cui crescere, confrontarsi, conoscere il mondo. Ciò dà al bambino maggior equilibrio e la possibilità di crescere più serenamente”.
Da qui alcuni punti: “E’ evidente quindi che: se i bambini, per crescere , hanno bisogno di una famiglia, formata da un uomo ed una donna; se il capitale umano di una nazione è formato dai suoi bambini;  se in Italia siamo da trent’anni sotto ogni possibile livello di natalità, tanto da aver avuto nel 2015 meno nati di prima dell’Unità d’Italia; se nel nostro Paese le coppe vorrebbero avere almeno due figli l’una , mentre le donne italiane hanno un tasso di fecondità di 1.39; allora è tempo di investire in politiche familiari di sostegno alla famiglia, nella creazione di posti di lavoro e di un welfare sostenibile!”.

Totalmente “paradossale”, inoltre, appare la “cosiddetta stepchild adoption, ovvero la possibilità di una persona di adottare il figlio biologico del proprio partner. In pratica, si vuole estendere la disciplina delle adozioni anche a chi famiglia non è, e ciò senza quelle garanzie per il minore, che impongono alle coppie sposate particolari e assai severe procedure nelle pratiche di adozioni”.

“In pratica – aggiungono dal Forum -, mentre una famiglia sposata deve sottoporsi a un iter procedimentale a tutela del supremo diritto del bambino ad avere un papà e una mamma, lo stesso ”dovere” non sussiste per quei partner che si sono “procurati” un figlio attraverso tecniche procreative che violano le leggi italiane ,come l’utero in affitto, nuova forma di schiavitù femminile rispetto alla quale solo di recente si sono levate alcune voci del mondo femminile e femminista”.

In conclusione, la posizione del Forum delle Associazioni Familiari di Puglia è chiara: “Libertà alle persone gay di vivere il proprio essere ed i propri legami, e quindi sì ad una legge sulle unioni civili fra persone omosessuali, ma no al Ddl Cirinnà, no alla stepchild adoption, no alla equiparazione fra matrimonio costituzionale (art.29) e unioni civili fra persone omosessuali”.

 

 

IL FORUM DELLE FAMIGLIE DI PUGLIA

Share

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi