Chiusura delle scuole in Puglia, grave errore di prospettiva

Chiusura delle scuole in Puglia, grave errore di prospettiva
30 Ott 2020

Francia e Gran Bretagna, con situazioni di contagio nettamente peggiori rispetto alle nostre, chiudono tutto tranne le scuole. In Puglia si fa esattamente il contrario, penalizzando migliaia di studenti e di famiglie per porre un argine tardivo alle inadempienze del Governo regionale.

Nell’estate appena trascorsa, mentre si aprivano i confini ai turisti e si impegnavano energie e risorse in campagna elettorale, poco o nulla è stato fatto per garantire condizioni sicure di trasporto ai tantissimi ragazzi che viaggiano per raggiungere le proprie scuole. Eppure i dirigenti scolastici hanno compilato monitoraggi periodici e dettagliati, dando alla Regione Puglia tutto il tempo di prendere i necessari provvedimenti, potenziando le infrastrutture.

Allo stesso modo, dato il fisiologico aumento dei contagi collegato alla riapertura, si sarebbe dovuto prevedere un rafforzamento del sistema sanitario regionale, magari con unità mobili fuori dalle scuole per effettuare rapidamente i tamponi ed evitare anche il sovraccarico di lavoro per pediatri e medici di famiglia. Invece no, si chiudono i cancelli delle scuole dopo un solo mese di lezioni, perché qualcosa, a monte, non ha funzionato. E la colpa non è certo dei presidi e dei docenti, men che meno degli studenti. Quello della Regione Puglia è stato un grave errore di prospettiva.

Le scuole sono luoghi nei quali si rispettano regole e sono applicati protocolli rigidi. Ora nel tempo libero questi bambini e questi ragazzi, poiché nessun lockdown impedisce loro gli spostamenti, si incontreranno nei parchi, nelle piazze e per le strade, con il rischio reale di un peggioramento della situazione.

Nel frattempo, la responsabilità di gestire i figli nella didattica a distanza ricade inevitabilmente sui genitori. Su quelli che “si possono permettere” lo smart working, già di per sé non poco faticoso, e quelli che invece sono ancora tenuti a recarsi in ufficio, in fabbrica, in ospedale, nelle attività commerciali regolarmente aperte. È un peso ulteriore che le famiglie pugliesi non possono permettersi di portare ancora a lungo, già stanche e stremate psicologicamente ed economicamente.

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