Aborto in Puglia e legge 194. “Si applichi la parte preventiva, vista la gravissima denatalità che affligge la nostra Regione”

Aborto in Puglia e legge 194. “Si applichi la parte preventiva, vista la gravissima denatalità che affligge la nostra Regione”
07 Giu 2017

L’intervento del “Forum” alla vigilia dei lavori della terza Commissione consiliaredella Regione Puglia di domani, sulla Proposta di Legge “Borraccino”
In riferimento alla Proposta di Legge “Borraccino” relativo alla attuazione della legge 194/78 in Puglia, in discussione in Terza Commissione Consiliare giovedì 8 giugno 2017, il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia desidera proporre alcuni dati ed alcune considerazioni.
In Italia l’accesso ai servizi di IVG è garantita dalla legge e dalla prassi.
La relazione annuale del dicembre 2016 del Ministero della Salute sullo stato di attuazione della legge 194/78 documenta che: “Riguardo l’esercizio dell’obiezione di coscienza e l’accesso ai servizi IVG, si conferma quanto osservato nelle precedenti relazioni al Parlamento: su base regionale e, per quanto riguarda i carichi di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore, anche su base sub-regionale, non emergono criticità nei servizi di IVG. In particolare, emerge che le IVG vengono effettuate nel 59.6% delle strutture disponibili, con una copertura adeguata, tranne che in Campania, Molise e P.A. Bolzano”.
Dalla stessa Relazione emerge chiaramente che non esiste neanche il problema dei medici obiettori di coscienza, tanto che leggiamo testualmente che “a livello nazionale l’11% dei ginecologi non obiettori è assegnato ad altri servizi e non a quello IVG, cioè non effettua IVG pur non avvalendosi del diritto all’obiezione di coscienza. Si tratta di una quota rilevata in 46 strutture di undici regioni”, tra cui proprio la Puglia.
Ed in Puglia, qual è l’effettivo carico di lavoro dei ginecologi non obiettori?
Nel 2014, una rilevazione ad hoc per ASL ha valutato il carico di lavoro settimanale per ginecologo non obiettore, considerando 44 settimane lavorative/anno in non più di 3.5 interruzioni di gravidanza, intervento il cui espletamento, secondo l’OMS, non richiede più di 10 minuti. (cfr pag. 49 Relazione 2016).
E’ evidente quindi che eventuali criticità possono essere risolte mediante l’istituto della mobilità, non essendovi quindi nessuna ragione per ricorrere a bandi di concorso riservati a ginecologi non obiettori, la cui illiceità è stata anche dichiarata dalla sentenza del a TAR Puglia n. 3477/2010.
D’altro canto, quanto aspettano le donne pugliesi per eseguire l’intervento richiesto? La maggior parte di esse, il 76.6% attende fino ad un massimo di 14 giorni fra il rilascio del documento previsto dalla legge e l’espletamento dell’interruzione di gravidanza: siamo la Regione più veloce d’Italia, dopo Molise e Basilicata che però hanno numeri decisamente più contenuti dei nostri. Il 55.9% degli interventi abortivi pugliesi avviene non oltre l’ottava settimana di amenorrea. Infine, dall’analisi dei dati della Relazione ministeriale riferiti al 2015 risulta chiaro che a fronte di 2876 donne che hanno richiesto l’interruzione volontaria di gravidanza presso i consultori pugliesi, ben 2573 hanno proceduto con l’aborto, con una percentuale del 90%.
Alla luce di questi dati, abbiamo davvero necessità di leggi regionali che prevedano concorsi riservati a personale medico non obiettore?
Ci sembra che invece l’urgenza pugliese sia quella di una applicazione integrale della legge 194, con particolare attenzione alla sua parte preventiva, anche in considerazione della gravissima denatalità che affligge la nostra regione, terz’ultima in Italia per natalità, con conseguenze che si rivelano sempre più importanti sulla sostenibilità di welfare, assistenza, previdenza e ripresa economica
In Puglia, negli ultimi 20 anni, abbiamo avuto un calo medio di nascite di 9000 bambini l’anno: tanti quanti quelli abortiti annualmente.
L’osservazione della realtà abortiva e natale pugliese pone una domanda fondamentale in ordine alle “Norme in materia di concreta attuazione in Puglia della legge n.194/78”: quali sono le politiche attive della Regione Puglia miranti a prevenire le interruzioni volontarie della gravidanza, in attuazione degli artt.2 e 5 della legge 194?
E’ urgente operare per tutelare anche il diritto di divenire madre della donna in difficoltà, ma desiderosa di portare a termine la sua gravidanza.
Ci sono numerosi interventi da attuare in questa direzione. Il Forum ne ha indicati alcuni nella Lettera aperta che aveva indirizzato ai componenti il Consiglio e la Giunta regionale nel dicembre scorso.
http://www.forumfamigliepuglia.org/lettera-aperta-ai-componenti-la-giunta-ed-il-consiglio-regionale-pugliesi/
Parliamone. Senza ideologie né paraocchi.
Il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia

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