Il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia ha partecipato il 7 e l’8 ottobre alla Conferenza nazionale sulla Famiglia. Al centro del confronto, la conciliazione tra vita e lavoro e il futuro dei Centri per la Famiglia.
Come rendere le politiche più vicine alla vita concreta delle famiglie? È la domanda che ha accompagnato le due giornate di confronto svolte a Milano nell’ambito della Conferenza nazionale sulla Famiglia. Il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia ha partecipato a entrambi gli appuntamenti, dedicati a temi diversi ma strettamente collegati: il lavoro e la conciliazione, da una parte; il ruolo dei Centri per la Famiglia, dall’altra.
Il lavoro a misura di famiglia
Il primo incontro si è svolto il 7 ottobre all’Università Bocconi, nell’ambito del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, in collaborazione con Unioncamere. Il confronto ha posto al centro la responsabilità delle imprese nel favorire ambienti di lavoro più attenti alle esigenze di madri e padri.
È stata presentata la prassi UNI/PdR 192:2026, che offre alle organizzazioni un riferimento per progettare, attuare e verificare misure di conciliazione tra vita familiare e lavoro. L’incontro ha approfondito anche le opportunità di accompagnamento e sostegno alle imprese che intendono adottare questo percorso. La conciliazione, dunque, non è stata affrontata come una questione privata delle singole famiglie, ma come una responsabilità condivisa, che coinvolge anche il mondo produttivo.
Centri per la Famiglia: luoghi di prossimità e partecipazione
L’8 ottobre, alla Triennale di Milano, la Conferenza ha dedicato una giornata ai Centri per la Famiglia. I lavori hanno approfondito il loro ruolo nelle politiche familiari e nel Piano nazionale per la famiglia, con gli interventi della ministra Eugenia Roccella, di Elena Macchioni, Francesco Belletti e dei rappresentanti dell’associazionismo.
L’obiettivo del confronto era mettere a sistema le esperienze dei territori e avviare la definizione di linee di indirizzo nazionali. I Centri sono stati presentati come presìdi capaci di intercettare i bisogni, accompagnare le famiglie nelle diverse fasi della vita, orientarle nell’accesso ai servizi e costruire connessioni tra istituzioni, servizi pubblici, Terzo settore, associazioni e comunità locali.
La prima mappatura nazionale, presentata durante la giornata e ripresa da Avvenire, censisce 654 Centri in Italia e oltre 262 mila utenti raggiunti nel 2025. I dati restituiscono la dimensione di una rete già presente nei territori, ma chiamata ora a consolidarsi, rafforzando la collaborazione tra servizi e la continuità delle risorse.
Il messaggio del Presidente Nazionale, Adriano Bordignon
Nel suo intervento, il presidente del Forum nazionale delle Associazioni Familiari, Adriano Bordignon, ha richiamato una questione di fondo: la famiglia non può essere considerata soltanto un settore a sé stante delle politiche pubbliche. Attraversa il lavoro, la scuola, la salute, l’educazione, la casa e la cura; per questo, secondo Bordignon, le politiche familiari devono essere riconosciute come una dimensione trasversale e non affidate a risorse residuali.
Il presidente ha inoltre sottolineato che le famiglie non sono semplici destinatarie di prestazioni. Si organizzano, educano, si prendono cura, sostengono le fragilità e generano relazioni e comunità. I Centri possono valorizzare questa capacità, a condizione di non ridursi a sportelli cui rivolgersi soltanto quando emerge un problema.
Bordignon ha proposto di pensarli come spazi comunitari di incontro, una sorta di “piazza coperta”: luoghi riconoscibili e accessibili, dove le famiglie possano incontrarsi, condividere competenze e collegarsi con scuole, imprese, servizi sociosanitari, associazioni e realtà del territorio. Perché questa visione diventi concreta, ha richiamato la necessità di funzioni essenziali comuni, risorse stabili e attenzione alle diverse caratteristiche locali.
La Puglia racconta la propria rete
Nel pomeriggio, la sessione dedicata alle esperienze regionali ha dato spazio al lavoro della Regione Puglia e del Dipartimento Welfare. La dott.ssa Maddalena Mandola ha illustrato il percorso sviluppato sul territorio e le prospettive della rete pugliese. Sono intervenuti anche i Centri per la Famiglia di Trani e di Bari, portando esperienze differenti ma accomunate dall’ascolto delle persone, dal lavoro in rete e dalla ricerca di risposte accessibili e qualificate.
Secondo i dati diffusi dalla Regione, i Centri di ascolto per le famiglie sono passati da 39 nell’ottobre 2020 a 75 nel settembre 2026, affiancati da 38 sportelli. Entro la fine dell’anno sono inoltre previsti nuovi Centri e un ulteriore ampliamento degli sportelli. La Regione ha indicato come priorità il rafforzamento dei servizi esistenti e delle connessioni tra i soggetti che operano a sostegno delle famiglie.
Per il Forum pugliese, la partecipazione di Bari e Trani ha rappresentato un’occasione preziosa per condividere il lavoro dei territori in una sede nazionale. Le esperienze locali possono contribuire alla costruzione di una visione comune, capace di valorizzare ciò che già funziona e, nello stesso tempo, di individuare standard e obiettivi condivisi.
Politiche costruite insieme alle famiglie
Dalle due giornate di Milano il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia torna con una convinzione rafforzata: le politiche familiari sono efficaci quando nascono dall’ascolto e si costruiscono insieme alle famiglie. Questo richiede luoghi capaci di accogliere, mettere in relazione persone e servizi e riconoscere alle famiglie un ruolo attivo nella vita delle comunità.
Per questo è importante che esperienze come quelle dei Centri per la Famiglia di Bari e del Family Lab di Trani siano conosciute, messe in dialogo e valorizzate. Raccontare il lavoro dei territori significa contribuire a politiche nazionali più concrete e vicine alla quotidianità.
Il Forum delle Associazioni Familiari di Puglia ringrazia il Dipartimento per le politiche della famiglia, il capo del Dipartimento, dott. Gianfranco Costanzo, e la capo di Gabinetto, dott.ssa Assuntina Morresi, per aver promosso un percorso di confronto e partecipazione tra istituzioni, associazioni e realtà territoriali.