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Qualunque sia il progetto del male manifestatosi in questi giorni, hanno voluto colpire al cuore le cellule primarie della nostra società: la Famiglia primaria in quanto tale, assieme alla Famiglia secondaria che è la Scuola.
Melissa e la sua Famiglia con la Scuola dalla stessa frequentata; Veronica, Sabrina, Azzurra, Vanessa, Selena e le loro Famiglie con la Scuola dalle stesse frequentata. Tutte le nostre Famiglie e le nostre Scuole.
Destabilizzando la Famiglia e la Scuola si destabilizza la società e la vita sociale!
E per questo che la Famiglia e la Scuola non possono più essere mortificate ma vanno incentivate con adeguate politiche familiari ed educative.
Il Cardinale Angelo Bagnasco il 21.05.2012 alla 64^ Assemblea Generale della C.E.I. ha tra le altre cose dichiarato quanto segue:
“…A Brindisi c’è stato un attentato mortale in cui ha perso la vita una giovane, Melissa Bassi, e sono state ferite altre cinque allieve, tutte che stavano entrando a scuola per apprendere e prepararsi alla vita. Nella mia Genova, com’è pure noto, c’è stata la gambizzazione di un alto dirigente aziendale, Roberto Adinolfi. Lasciando agli inquirenti le conclusioni di competenza, è inevitabile fare collegamenti col passato e intravvedere ombre eversive che cercano di pescare nel torbido di disagi e paure per destabilizzare la vita sociale. …Ebbene, volenti o nolenti, questo discorso ci porta ancora una volta al crocevia in cui oggi si trova la famiglia, e non per una sorta di fissazione monotematica, ma piuttosto per la consapevolezza del valore che è questa ineguagliabile e spesso maltrattata struttura antropologica, l’unica che ci consenta di proiettarci nel futuro. Non a caso è un “universale presente in ogni società” in quanto permette di tenere insieme le differenze dell’umano, quelle relative ai sessi e quelle relative all’età. È il grembo insostituibile in cui spunta la vita, l’identità e la maturità delle persone, il loro equilibrio esistenziale, la loro progressiva apertura alla vita sociale. Ovvio che, lasciata sola, magari anche denigrata, la famiglia resiste ma patisce, nonostante alcuni promettenti segnali di sostegno che fanno ben sperare se ulteriormente incrementati ed estesi. Esser distratti rispetto al bene insuperabile della famiglia fa soffrire anche la società, che indebolisce il suo più rilevante cespite di vitalità, di coesione e di futuro. Per questo, in una cultura del tutto-provvisorio, l’introduzione di istituti che per natura loro consacrino la precarietà affettiva, e a loro volta contribuiscono a diffonderla, non sono un ausilio né alla stabilità dell’amore, né alla società stessa. La famiglia non è un aggregato di individui, o un soggetto da ridefinire a seconda delle pressioni di costume oggi particolarmente aggressive e strategicamente concentrate; non può essere dichiarata cosa di altri tempi. Ecco perché l’ipotesi del cosiddetto ‘divorzio breve’ contraddice gravemente qualunque possibilità di recupero, e rende complessivamente più fragili i legami sociali. Interessante il dato emerso da una recente indagine promossa dall’Università Bicocca di Milano, secondo cui le persone che attribuiscono più importanza alla famiglia e alle relazioni che in essa si sviluppano sono in genere le più felici. In Italia, nonostante difficoltà di vario genere, la famiglia tiene e si rivela, anche in questo frangente, il punto di tenuta affettiva, psicologica ed economica. Ma bisogna recuperare una cultura della famiglia; una cultura che fa del nostro Paese un esempio a cui guardare. C’è fame di famiglia perché essa è il motore della vita. Se il profeta è colui che vede lontano, la voce della Chiesa continuerà a levarsi alta e chiara per affermare e sostenere la missione incomparabile della famiglia naturale come cuore pulsante e patrimonio dell’umanità. Il discorso sembra persino ovvio se si prendono in considerazione i figli, che sono normalmente i sostenitori più convinti dell’unità e dell’integrità della loro famiglia. Quante volte leggiamo negli occhi dei figli la ricaduta conseguente al naufragio del matrimonio genitoriale! Nella vita l’esperienza della sofferenza diventa prima o dopo inevitabile, ma se proprio i genitori possono non farla incontrare ai figli è ben meglio. Il legislatore ha in più occasioni dimostrato di tenere in alta considerazione l’equilibrio e il benessere dei figli, come quando, col divieto dell’eterologa, ha detto no al bambino con ‘tre genitori’. L’esperienza dimostra con sempre maggior evidenza che i figli non si accontentano dei dati di fatto, e sono esistenzialmente inquieti fino a quando non identificano i loro veri genitori. Abbiamo così richiamato l’attenzione a quell’insieme di valori fondamentali e fondativi che costituiscono la cosiddetta ‘etica della vita’, e che si pone alla base di ogni sistema sociale che voglia garantire l’uomo in tutto l’arco della propria esistenza. La vita, la famiglia naturale, la libertà di educazione, sono infatti la bussola irrinunciabile che orienta ogni dimensione del vivere comune, anche la cultura, la politica, l’economia, la finanza…”.
Il Forum delle Associazioni Familiari assieme all’I.S.C. Mons. A. Franco di Mesagne, con la presente, esprime il proprio dolore e la propria vicinanza alle Famiglie di Melissa, Veronica, Sabrina, Azzurra, Vanessa e Selena ed a tutte le Famiglie e Scuole d’Italia, che si sono sentite colpite da questi eventi.
Forum delle Associazioni Familiari ed I.S.C. Mons. A. Franco di Mesagne |