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ecce, 25 aprile 2012
“La famiglia è il primo luogo della solidarietà e della gratuità, dove le relazioni di cura garantiscono la piena umanizzazione di tutti i suoi membri, fino ai soggetti più deboli; è l’ambiente privilegiato per la nascita e la formazione della persona, per la sua crescita e la sua educazione, per l'incontro e il confronto tra le generazioni; è produttrice di beni economici, psicologici, sociali e culturali per la collettività”. Parte da questi concetti il “Manifesto” del Forum provinciale delle Associazioni Familiari di Lecce, stilato in occasione delle prossime amministrative.
Un documento in cui non ci sono solo richieste, ma anche proposte concrete e realizzabili, per costruire “Lecce Città per la Famiglia”. Poche pagine, dense di concetti cari all’associazionismo cattolico, sottoposti all’attenzione dai candidati alla carica di sindaco e di consigliere. Che potranno sottoscriverli con un apposito modulo, scegliendo di impegnarsi per realizzare “il ben-essere della famiglia”, che poi diventa “ben-essere della città”. Il tutto in un’apposita conferenza stampa, che si terrà a Lecce il 28 aprile prossimo, alle 12, nell’“Open Space” di Palazzo Carafa.
La richiesta è quella di fare del capoluogo salentino una “Citta Family Friendly”, come avvenuto in tante realtà italiane. Perchè “le stesse comunità locali sono reti di famiglie, ossia reti di relazioni tra famiglie. Ecco perché il Forum delle Associazioni familiari di Lecce – si legge nel documento - intende stimolare nuove politiche familiari”, attraverso “buone prassi”, “con il consenso ed il contributo di tutte le forze politiche e sociali”.
Undici le proposte in campo, che partono da “un nuovo approccio di pensiero e di azione, con la costituzione dell’Agenzia per la Famiglia”, per dare nuova “cittadinanza” a questo nucleo della società. Si passa dal tema dell’“accoglienza della vita”, a quello delle “famiglie giovani” e “immigrate”, con la richiesta di nuove politiche per “casa e formazione di housing familiare”; poi ancora: “famiglia e anziani”, “tariffe, tributi e rette comunali e locali”, “scuola ed educazione”. Alla base di tutto il rispetto dei “tempi della famiglia” - che devono fare i conti con le “fragilità” e con le problematiche del “lavoro” - e la revisione del bilancio comunale, che dovrà prevedere la sostenibilità e la “valutazione di impatto familiare” delle azioni messe in campo dall’Amministrazione comunale.
Si parte da un concetto, condensato in una frase, “Lecce deve offrire”, ripetuto in ogni proposta. Perché, “la famiglia deve essere considerata un nucleo unitario”, e le politiche a suo favore, “non si esauriscono nelle politiche sociali, ma comprendono tutti gli aspetti della vita amministrativa”. “Si parla di famiglia – spiegano dal Forum - quando si affrontano temi come scuola, educazione e formazione, arredo urbano, tariffe, tasse, trasporti, qualità della vita, sicurezza, salute, ecc..”. Per questo, aggiungono, “è necessario coordinare gli interventi compiuti da parte degli enti locali, del privato e del privato sociale”. Ma soprattutto “è urgente un’alleanza educativa tra famiglia, gruppi sociali, scuola, parrocchie e istituzioni”, “promuovendo quella cultura della gratuità e della comunione, fonte inesauribile di fiducia e speranza”. E superando le logiche assistenziali, rendendo la famiglia, anche attraverso le associazioni che la rappresentano, “protagonista attiva nella vita della città”, con l’attuazione del “principio di sussidiarietà, incoraggiando la creazione di reti informali di solidarietà e di prossimità”.
Il testo completo del documento è consultabile su www.azionecattolicalecce.it e www.forumfamigliepuglia.org.
forumfamiglie.le@libero.it
Salvatore Scolozzi
Addetto Stampa Forum Provinciale |